PISA, 31 AGOSTO 1943 - INFERNO DI FUOCO SULLA CITTA'
Pisa viene attaccata da 152 apparecchi americani, B17 “Fortezze volanti” e B24 “Liberators” che, dopo aver colpito Civitavecchia, scaricano 408 tonnellate di bombe sul nodo ferroviario e sulla zona industriale di Porta a Mare. In sette minuti Pisa è letteralmente sconvolta da un inferno di fuoco: gli impianti industriali della Saint Gobain e della Piaggio di Pontedera vengono rasi al suolo. Alla Piaggio muoiono numerosi operai che stavano pranzando, mentre presso la Saint Gobain, centrata da 367 bombe, trovano la morte 56 operai che stavano svolgendo il primo turno. Tutta la zona a sud di Pisa, compresa tra Porta Fiorentina fino al canale dei Navicelli, rimane avvolta da colonne di fumo provocate dalle esplosioni. Restano uccise 600 persone e 1.000 sono i feriti. I bombardieri americani ritornano su Pisa il 23 ed il 24 settembre, mentre il 4 ottobre è bombardata la stazione di San Rossore ed il nodo ferroviario di Campaldo dove viene colpito un treno carico di munizioni. Diciotto stabilimenti industriali risultano danneggiati, dei quali cinque distrutti; gravi i danni alla rete idrica e alle condutture del gas. Danneggiati anche tre ponti sull’Arno. Ingenti i danni ad obiettivi civili: case di cure, cliniche ospedaliere, il Cottolengo, diverse scuole, il Camposanto monumentale, chiese, uffici pubblici e centinaia di case di abitazione risultano distrutte o gravemente danneggiate. Le vittime delle quattro pesanti incursioni nell’area pisana costarono la vita a circa 1.000 persone ma, non era finita: su Pisa i bombardamenti si susseguirono per altre 14 volte.

Il bombardamento di Pisa del 31 agosto 1943
I ricordi di un testimone oculare
Il 65° anniversario del bombardamento di Pisa del 31 agosto 1943